Davide Campisi tra i finalisti del “Premio Andrea Parodi” con il brano “Piglialu”

Davide Campisi è tra i dieci finalisti del “Premio Andrea Parodi”, le cui finali sono in programma dal 12 ottobre fino al 14 ottobre 2017 al Teatro Auditorium Comunale di Cagliari. Il cantautore e percussionista ennese sta partecipando al prestigioso concorso dedicato alla world music con il brano in dialetto siciliano dal titolo “Piglialu”. Il vincitore sarà proclamato l’ultimo giorno del Festival in seguito alla decisione di una giuria tecnica, una giuria critica ed una giuria internazionale. I selezionati in finale (in ordine alfabetico) sono: AKSAK PROJECT – brano “AGOUAMALA”, Sabir (lingua franca mediterranea) DANIELA PES – brano “CA MILLA DIA DÌ”, Gallurese DANIELLA FIRPO – brano “DESTINO”, Portoghese DAVIDE CAMPISI – brano “PIGLIALU”, Siciliano ENTU – brano “HABA”, Hemşince e Turco FRIDA NERI – brano “AIDA”, Italiano GIUDITTA SCORCELLETTI – brano “SE TU SAPESSI…”, Italiano/Toscano IL SANTO – brano “MAGARÌA”, Calabrese MUSAICA – brano “INFERNO V”, Calabrese REBIS – brano “CERCAMI NEL MARE”, Arabo. A far volare alta la bandiera siciliana sarà l’artista Davide Campisi che sta per pubblicare il suo secondo disco di inediti dal titolo “Democratica”. Campisi definisce il nuovo progetto “Democratica” come “il risultato di un percorso di sperimentazione che parte dalla volontà di tracciare un legame tra l’identità profonda del proprio essere e l’apertura al mondo circostante. In tal modo, mentre le vibrazioni del tamburo scandiscono la certezza di un’appartenenza, le progressioni rock rendono tale appartenenza indefinita, imperfetta, aperta a nuove forme di libertà espressiva”. Attraverso l’album Democratica Davide Campisi racconta il vivere contemporaneo tra ironia e ritmo che martella forte sino a farsi sentire da dentro come il battito del cuore, come la potenza della lingua siciliana che nelle nove tracce dell’album si mescola, per suoni ed assonanze, a quella italiana. L’album è una riuscita sperimentazione di strumenti della tradizione folk come i tamburi a cornice (firma indiscussa di Campisi), la fisarmonica, la batteria ed il basso. Queste le parole scelte da Davide Campisi per presentare “Democratica” al suo pubblico: “Il tamburo guarda la luna e nella luna si rispecchia, per trovare nella sua luce misteriosa le radici del proprio ritmo. Poi si veste, si ammanta, si imbelletta. La ritualità intima del suono si apre a un incontro sperimentale in cui sonorità mediterranee si allineano a tutto ciò che è modernità. Nella contaminazione la testa frulla, il cuore fibrilla, il pensiero martella in un canto che è d’amore e di dolore”.  
Pubblicato su RADIO PALERMO CENTRALE in: MUSICA

0 Commenti

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *