Il simbolo della pace compie 60 anni

Written by on 21 Febbraio 2019

Nel momento in cui il mondo sembrava sull’orlo di una guerra distruttiva, il giovane esercito della pace trovò il simbolo giusto per dare forza al proprio dissenso. Da qui in poi non smise mai di comparire su bandiere, cartelli e guance, ogniqualvolta e in ogni luogo della Terra in cui bisognava fermare il ricorso alle armi.
Verso la fine degli anni Cinquanta il clima tra le nazioni era tutt’altro che disteso, nonostante non fossero così lontani gli orrori vissuti durante la Seconda guerra mondiale.

Il mondo era diviso in due grandi blocchi rappresentati dalle due superpotenze USA e URSS e dai loro alleati. Dal controllo su governi “fantoccio” alla conquista dello spazio, i terreni di scontro erano diversi e più volte si avvertì il rischio di un imminente conflitto di proporzioni ben più catastrofiche rispetto al precedente.

Timori giustificati dalla forza distruttiva dei nuovi armamenti a disposizione degli eserciti e in particolare delle armi nucleari. Contro questo scenario si formò in quegli anni un movimento di protesta, noto come Direct Action Committee Against Nuclear War (Dac). L’organizzazione giovanile iniziò le sue prime manifestazioni in Inghilterra, per protestare contro i test nucleari decisi dal governo britannico con l’“Atomic Weapons Establishment” e per chiedere il disarmo nucleare in tutti i Paesi.

Di quel gruppo faceva parte Gerald Holtom, disegnatore laureatosi al Royal College of Art di Londra, che durante il secondo conflitto mondiale si era dichiarato obiettore di coscienza. Convinto che le battaglie del movimento potevano risultare più incisive se accompagnate da un logo efficace, Holtom ci lavorò su, indirizzandosi verso un criterio che si rivelò efficace. In pratica prese a riferimento l’alfabeto semaforico, e cercò di combinare la lettera “N” (rappresentata da due braccia distese verso il basso a 45°) con la “D” (un braccio disteso sopra la testa, l’altro disteso in basso), iniziali delle parole “nuclear” e “disarmament”.
Completò l’opera inserendole all’interno di un cerchio che simboleggiava la Terra. Più tardi lo stesso Holtom rivelò di essersi ispirato al gesto disperato del contadino ritratto nel celebre dipinto “Il 3 maggio 1808” di Francisco Goya. Il debutto ufficiale del simbolo avvenne ad aprile in occasione di una marcia partita da Trafalgar Square e diretta alla fabbrica d’armi di Aldermaston.

In poco tempo il “cerchio tagliato da tre linee” soppiantò i vecchi simboli di pace, come il ramoscello d’ulivo (utilizzato ancora per lo più nell’orbita cristiana) e divenne per le generazioni successive l’emblema di impegno contro la guerra più diffuso nel mondo. Dal momento che Holtom lasciò piena libertà di utilizzare la sua opera, qualche società statunitense negli anni ’70 tentò di registrare il marchio e sfruttarlo commercialmente, ma ricevendo un fermo diniego dall’Ufficio brevetti.

L’originale del logo ideato nel 1959 è attualmente conservato al Museo della Pace di Bradford (Inghilterra).

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